Prealpi Master Show 2017

Prealpi Master Show 2017
Andrea ZIPPO Zivian, Fabio Ceschino - Audi quattro - fotografia gentilmente concessa da Marco Forese

mercoledì 6 luglio 2016

1° Dolomites Classic Run...PRESENTI!!!


Dopo aver partecipato alle due precedenti edizioni dell' Ortler Classic Run quest'anno non potevamo resistere alla tentazione di iscriverci alla prima edizione della Dolomites Classic Run, evento sempre organizzato dal Garage61 di Appiano.








I nostri due equipaggi si sono quindi ritrovati nella serata di venerdì 24 Giugno nei pressi di Appiano per poter essere pronti e riposati all'appuntamento dell'indomani mattina.
















 La sveglia infatti avrebbe strappato i partecipanti dai letti poco dopo le 4 visto che il ritrovo per la colazione e la distribuzione del materiale era dalle 5 in poi.








 




















Anche in questa occasione l'evento vedeva la partecipazione di ben 50 vetture, il massimo accettato dagli organizzatori, equamente divise tra storiche e "youngtimer".

















 








 





Dopo le spiegazioni iniziali, la distribuzione del materiale e l'abbondante colazione all'interno del coreografico Garage61 alle 6:19 e 6:21 è giunto il momento della partenza dei due equipaggi portacolori dell' Audi Sport Club.








 


















 















Le nostre Audi RS4 b5 ed Audi S4 b8 da oltre 300cv non hanno avuto problemi a percorrere i circa 350km del percorso, che, intervallati da varie soste, ci hanno consentito di ammirare le Dolomiti, splendido panorama e sfondo costante della giornata.































I numerosi passi superati tra cui: Costalunga, Fedaia, Giau, Falzarego, Valparola, Gardena,  Sella, Pordoi ed altri hanno fatto sì che affrontassimo un dislivello superiore agli 11000m.


 









 






















La giornata splendida, caratterizzata da un costante sole, che ha lasciato spazio solo a pochissime gocce di pioggia, è passata velocemente, grazie anche al percorso sempre interessante e vivace che certamente non rischiava di annoiare i partecipanti.







 











Ad ora di pranzo siamo giunti ad Alleghe, posteggiando le vetture in riva al lago e permettendoci una lunga pausa di ristoro e riposo.



 









Dopo pranzo la carovana è ripartita per essere di ritorno ad Appiano per le 17, stanchi, ma felici per la bella giornata e per la bellezza dell'itinerario che anche in questa occasione ci ha fatto sentire un pò come i protagonisti, quelli veri, di una puntata di Top Gear.





 






 








Quindi complimenti ancora al Garage61 per l'iniziativa ed appuntamento alla prossima edizione del 2017!!!

lunedì 27 giugno 2016

Bugatti Automobili...una fabbrica addormentata.

La mail della rivista EVO non lasciava spazio ad interpretazioni, eravamo stati aggiunti alla lista dei visitatori, appuntamento sabato 18 Giugno alle 9:45 a Campogalliano, provincia di Modena, terra di motori e passione per le due e quattro ruote, il luogo ideale ed allo stesso tempo obbligato per creare e far germogliare un'azienda automobilistica.



















La motivazione era semplice ed allo stesso tempo sbalorditiva, ci eravamo iscritti alla visita, organizzata dalla rivista EVO, dell' ex stabilimento Bugatti Automobili, quell'edificio blu Bugatti nei pressi di Campogalliano che assieme al resto del complesso pare addormentato a lato dell' Autobrennero, in un'attesa sorniona di un nuovo futuro glorioso.



















Le raccomandazioni sulla puntualità erano superflue, era un'occasione da non lasciarsi sfuggire soprattutto per un appassionato che era adolescente quando nacque una delle prime ipercar della storia; l'ultima Bugatti del secolo scorso, la EB110, prima ed ultima creatura della Bugatti Automobili, la Bugatti "moderna" risorta sul finire degli anni '80 grazie alla volontà di Romano Artioli.


















La EB110 concretizzatasi nei primi anni '90 e presentata a Parigi esattamente il 15 Settembre 1991 a 110 anni dalla nascita di Ettore Bugatti, è stata una vettura rivoluzionaria ed innovativa sotto vari punti di vista: un v12 di 3500cc con cinque valvole per cilindro accompagnato a quattro turbo che scaricano la loro potenza oltre i 4000 giri, la scocca in fibra di carbonio realizzata dall' Aérospatiale e la trazione integrale ripartita al 73% al retrotreno e 27% all'anteriore nella prima versione GT da 570cv.
 

















Quell'insieme di edifici con ormai gli adesivi logori e sbiaditi, che affascina ogni volta che lo si ammira dall'autostrada con un'ammirazione agrodolce, hanno visto nascere 126 EB110: 95 GT da 570cv con trazione integrale e 31 SuperSport da 670cv e trazione esclusivamente posteriore, l'occasione di visitarli era imperdibile.








 
Abbiamo varcato la soglia ed iniziato la visita divisi in vari gruppi, ascoltando ogni parola che raccontasse quegli 8 anni di attività, indubbiamente pochi ma abbastanza per lasciare un segno indelebile nel mondo dei motori.







 



















Siamo entrati negli enormi capannoni della produzione con il logo EB impresso sulle pareti di cemento, dove ora solo si possono immaginare, aiutati dalle foto, le file delle vetture che prendevano forma. 









Siamo passati ai due capannoni centrali, quello bianco e blu, quello su cui campeggiava il logo Bugatti e che ha fatto da sfondo alla consegna della EB110 SS di Michael Schumacher, dove si sviluppavano le soluzione meccaniche e tecniche per poi sarebbero state applicate alle vetture di produzione.


























Per ultimi siamo entrati negli edifici di vetro nei quali si trovavano gli uffici della dirigenza e della progettazione oltre al salone per i ricevimenti.












 

Un edificio quadrato e l'altro rotondo completamente ricoperti da vetrate, nei quali si immaginano ancora i tecnigrafi dei progettisti, i computer enormi all'opera e la magnificienza con cui venivano accolti gli ospiti che desideravano acquistare una delle migliori vetture in circolazione dell'epoca.


La cosa che pare più evidente è che non si tratti di semplici capannoni industriali o direzionali ma di edifici che volevano essere belli e realizzati con cura, parte integrante del progetto di rilancio del marchio Bugatti. 


 


Progettati dall'architetto mantovano Giampaolo Benedini colpiscono per la loro modernità e solidità anche a distanza di oltre 25 anni di cui 20 vissuti nell'abbandono.









Abbiamo anche ammirato la storica porta della prima fabbrica Bugatti, sopra la quale campeggia la scritta Molsheim 1909 - Campogalliano 1990, abbiamo visitato l'area dove i dipendenti pranzavano, i luoghi del reparto Esperienza dove venivano archiviati i progetti e la documentazione relativa alle evoluzioni della vettura ed il piano terra dell'edificio circolare dove venivano presentate le novità, ancora addobbato con i poster legati ai prodotti della linea Bugatti.










Tra quelle mura difese dallo storico custode Ezio, ultimo baluardo della Bugatti Automobili, che protegge la fabbrica dall'invecchiamento e dall'abbandono, si respira ancora l'orgoglio di essere state testimoni, seppur per breve tempo, di una storia avvincente. Storia vissuta secondo alcuni in modo un pò spericolato, come raccontano vari articoli che descrivono la bancarotta dell'azienda o vittima di complotti dovuti all'invidia.



Vedere dal vivo una Bugatti EB110 a fianco degli stabilimenti dai quali è uscita ormai da tanti anni, fa pensare a quali progetti futuristici si sarebbero potuti sviluppare in questi anni ed a quale poteva essere la Bugatti che sarebbe stata testata oggigiorno nella pista prova o in fila nella catena di montaggio per l'assemblaggio.


Resta indubbiamente, come dichiarato nel filmato della Kidston, The Forgotten Supercar, che la volontà di Romano Artioli, di realizzare una Bugatti come se l'avesse progettata Ettore Bugatti con le migliori tecnologie disponibili nel 1990, si può dire certamente che sia stata realizzata.







L'efficienza, qualità e prestazioni del risultato sono innegabili e moderne tutt'ora; purtroppo però l'epilogo non è stato all'altezza, ma anche questo è un tassello del mito che prende il nome di Bugatti Automobili di Campogalliano, una realtà svanita il 23 Settembre 1995 per lasciare spazio alla leggenda, un luogo dove indubbiamente "ci sono stati i leoni".











JNS 

martedì 21 giugno 2016

Non c'è 2 senza 3!!! Al seguito di Audi Sport Italia a Misano nel Campionato Italiano GT














Dopo aver seguito le sfide di Audi Sport Italia alle prese con il Campionato GT a Monza ed Imola non potevamo perderci la terza gara.
Sabato 11 Giugno abbiamo quindi affrontato la trasferta in terra romagnola per essere al loro fianco sul circuito di Misano, ricevendo l'ormai consueta calorosa accoglienza.



  


















Questo terzo appuntamento era molto importante per i due quipaggi: Mapelli - Albuquerque e Zonzini - Russo pronti alla sfida con le altre scuderie per rafforzare le loro posizioni di vertice nella categoria GT3 e Super GT3 del Campionato Gt.













Dall'intenso finesettimana caratterizzato da un caldo ed assolato sabato e da una piovosa domenica i piloti della scuderia Audi Sport Italia sono usciti indubbiamente vincenti.















 


















La coppia Mapelli - Albuquerque ha infatti conquistato un terzo ed un secondo posto, consolidando così la leadership del campionato Super GT3, mentre la coppia Zonzini - Russo ha conquistato sabato il terzo gradino del podio mentre domenica è riuscita a strappare la vittoria di categoria conquistando così anche il secondo posto in classifica
a cinque punti dalla Porsche di Baccani-Venerosi giunta terza.



 










 









L' appuntamento ora è al Mugello per il finesettimana del 15 - 17 Luglio per vivere altre emozioni a fianco del team Audi Sport Italia!!!


























JNS