Si sta avvicinando velocemente l' 83esima edizione della 24 ore di Le Mans ed anche quest'anno un bel gruppetto di Soci dell' Audi Sport Club - Italia partirà per la trasferta in terra francese.
Archiviati i due impegni primaverili del Club: Le Strade Dei quattro Anelli e la fiera Verona Legend Cars ora tutte le energie sono rivolte ad organizzare la settimana più coinvolgente dell'anno che culminerà nelle 24 ore che vanno dalle 15 di sabato 13 giugno alle 15 di domenica 14.
Il Club anche questa volta avrà una presenza sostanziosa all'interno dell' Audi Camp, due camper con 7 Soci più vari amici vecchi e nuovi che si aggiungeranno all'arrivo, tra cui il giornalista Lorenzo Facchinetti, Caporedattore della rivista Auto, che ha scelto di vivere la corsa assieme a noi e l'amico Tom Saltino da Atlanta che volerà dagli Stati Uniti per unirsi al nostro gruppo.
Tutti gli ingredienti sembrano di prim'ordine per replicare anche quest'anno, per la quinta volta la festa che ha accompagnato la nostra presenza gli anni precedenti, ora non resta che approntare gli ultimi dettagli, aspettare il 10 giugno per partire, affrontare i 1250km che ci separano da Le Mans e vivere nuovamente l'emozione della gara endurance più famosa al mondo!
Ovviamente non diamo nessun pronostico sulla gara, Audi arriva da due vittorie nel campionato WEC a Silverstone e Spa - Francorchamps ma chi ha seguito la 24 ore negli anni precedenti sa che tutto quello che viene costruito durante le 24 ore si può stravolgere in pochi secondi, basta uno scroscio di pioggia improvviso, un cedimento strutturale, una macchia d'olio o un attimo di distrazione e tutto può cambiare e stravolgersi.
Le forze in campo sono sempre più equilibrate e le gare estremamente combattute, prova ne sono i distacchi finali nelle gare precedenti, spesso nell'ordine delle decine di secondi, la concorrenza nei confronti delle R18 e-tron quattro di Audi Sport da parte di Toyota e Porsche è quindi sempre più agguerrita; insomma non c'è nessuna sicurezza su come andrà a finire, indubbiamente non ci annoieremo ed il risultato inaspettato o meno lo si avrà qualche minuto dopo le 15 di domenica 14 giugno!!!
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domenica 24 maggio 2015
venerdì 27 giugno 2014
24 ore di Le Mans 2014 - Ultimo atto
Non penso proprio, i più
attenti di voi si saranno sicuramente accorti che i momenti in cui
siamo stati più vicini ai campioni sono stati volutamente omessi,
ebbene sì, tutti per noi sono dei campioni, perchè già il solo
arrivare a correre la 24 ore è un'impresa che merita rispetto ed
ammirazione. Non abbiamo detto nulla riguardo la parata dei piloti
del venerdì che è stata appena accennata e soprattutto non si è
detto proprio nulla del dopo vittoria, infatti per chi fosse stato
distratto, Audi, nonostante non apparisse certamente la scuderia più
convincente è riuscita a cogliere la tredicesima vittoria nella 24
ore, la quinta di seguito!
Tornando a venerdì dopo
una mattinata che ci ha permesso di riposarci delle fatiche del
viaggio siamo salpati, in un caldo stupefacente rispetto agli anni
precedenti, alla volta di Le Mans con il trenino che ci ha sbarcati
direttamente in Place de la Republique, punto chiave della parata.
Finalmente abbiamo potuto
dopo anni fare una piccola visita della città, attraversare la
piccola Place Saint Nicolas al centro della quale si trova il
monumento al circuito della Sarthre e dove si possono vedere e
toccare con mano le famose impronte che ricordano le vittorie dei
piloti alla 24 ore, figure come Henry Pescarolo, vincitore 4 volte
tra gli anni '70 ed '80 o Derek Bell e Jacky Icks e tanti piloti
della casa con i quattro anelli, tra cui gli italiani, Dindo Capello
ed Emanuele Pirro.Alle 15 abbiamo preso posto ed iniziato l'attesa...interminabile, cucinati dal sole, senza scelta, o attendere o allontanarsi perdendo il posto in prima fila, finalmente alle 18 lo spettacolo è iniziato, con il passaggio di varie bande musicali inframezzate dalle auto di vari club, il tutto condito con qualche vera e propria supercar come la Bugatti Veyron o LaFerrari.
Finalmente è giunta la
volta dei piloti, che su auto d'epoca si sono fatti accompagnare
lungo il percorso tra due ali di folla plaudente, lanciando gadgets
di ogni tipo, dalle collane di perle di plastica, inspiegabilmente
bramate dalla folla, alle penne, passando per le caramelle della
Porsche per poi arrivare alle tshirts di Audi, certamente l'oggetto
più agognato.Terminato il passaggio dei piloti a noi più cari, ovviamente quelli di casa Audi, stremati dalle numerose ore in piedi e sotto il sole, abbiamo fatto ritorno al campo base, pensierosi su come sarebbe andata la gara l'indomani e non così certi di poterci ritrovare ai box a festeggiare con il team la loro vittoria.
Invece, alle ore 14 e
trenta, come da tradizione, quando ormai la situazione era congelata
ed Audi si stava avvicinando alla sua tredicesima vittoria abbiamo
iniziato l'avvicinamento al box, inizialmente con il classico ritrovo
al monumento Audi, vicino al parco chiuso, poi visto che come era
stato detto, ma noi non ci fidiamo mai, non ci sarebbero stati pass,
abbiamo iniziato una manovra a tenaglia estremamente difficoltosa,
passando dietro alla tribuna principale, entrando dal cancello
paddock, trovandoci quindi sotto al podio e risalendo la corrente
umana come dei salmoni verso i box Audi ed arrivando così davanti
alla meritata fettuccia che separa gli appassionati che guardano con
curiosità da coloro che fanno parte della "famiglia".
Poteva essere tutto finito
così semplicemente? Certo che no, infatti dopo essere stati bloccati
a pochi centimetri dalla meta da quei 5 centimetri tesi di fronte a
noi e soprattutto da un addetto di dimensioni generose ci siamo
serviti dei nostri "contatti" per superare il sottile
confine!
Ah...finalmente eravamo ai
box, anzi di nuovo ai box, subito abbiamo incontrato Buzi, che
quest'anno faceva parte del team, poi tutti gli altri piloti, un
overdose di Motorsport e di gioia vissuta nella pancia di Audi Sport.
Tra i primi ci siamo
trovati davanti lo sfortunato Marco Bonanomi, tamponato il giorno
precedente e costretto al ritiro dopo poche ore di gara mentre stava
andando veramente forte, un vero peccato. Abbiamo chiacchierato con
lui della gara dimostrandogli tutta la nostra stima, anche se sul suo
volto come pure su quello di Oliver Jarvis e Felipe Albuquerque era
chiara l'amarezza del momento.
Dopo pochi minuti ci siamo trovati
davanti Benoit Treluyer sorridente e disponibile come sempre,
vincitore quest'anno con Andre Lotterer e Marcel Fassler anche loro
incontenibili nella loro gioia e mescolati agli altri campioni come
Tom Kristensen, Lucas Di Grassi e Mark Gene, l'equipaggio giunto
secondo con la R18 etron quattro numero 1.
Da non sottovalutare
assolutamente la presenza delle "vecchie glorie" della 24
ore, personaggi come Emanuele Pirro ed Alan Mc Nish che nonostante
non corrano più in prima persona la 24 ore hanno uno scopo ben
preciso e da non sottovalutare, dispensare consigli preziosi ed
aiutare così ad interpretarla al meglio.
Tra di loro c'è anche il
nostro Socio Onorario Dindo Capello con il quale ci tratteniamo a
lungo a chiacchierare, ascoltando con attenzione aneddoti e verità
che solamente chi fa parte dell'ambiente conosce e sa cogliere.
Nell'atmosfera carica di
gioia tra una birra e l'altra ci mescoliamo a meccanici, ingegneri ed
al resto del team, rubando fotografie ed autografi che non capiterà
altre volte di poter ottenere, resterà certamente nella memoria
l'incontro con il Dr. Ullrich, direttore di Audi Sport, il reparto
sportivo di Audi AG. che appare veramente soddisfatto del risultato.
Subito tra un'intervista e
l'altra riusciamo a circondarlo e così inizia la carrellata di
fotografie ed autografi che culmina con la consegna di un piccolo
omaggio da parte del Club, chissà se un giorno verrà avvistato con
la nostra polo!!!
Le emozioni non sono
finite e le sorprese continuano, infatti manca l'arrivo dell' anonima
cassa di legno, una semplice cassa alta ben più di un metro
all'interno della quale c'è lei, la coppa per cui si sono sfidati
per 24 ore ben 55 equipaggi. Il suo aspetto è maestoso e
leggendario, il tempo di riprendersi e la fila per farsi fotografare
al suo fianco è subito lunghissima!
Poi con calma iniziamo a
fare ritorno al Camp, abbandoniamo l'area più festosa del paddock e
torniamo verso i nostri camper tra meccanici di squadre che non hanno
nulla da festeggiare e che iniziano a riporre il materiale nei camion
abbandonando i pezzi inutilizzabili, addetti che smontano gli stands
che fino a poche ore prima erano affollati di persone in cerca di
gadgets, magliette e modellini, la 24 ore è finita da poche ore e
già la magia per i più è svanita, anche noi tra pochi minuti
saremo impegnati a smontare il nostro accampamento, l'indomani avremo
1250km da fare e la strada è lunga fino a casa, ma gli aneddoti, le
battute ed i ricordi ci faranno compagnia per tutto il viaggio!
sabato 21 giugno 2014
La nostra 24 ore a Le Mans
E' giovedì sera, chi di
noi non era mai stato a Le Mans resta letteralmente imbambolato, le
cose da vedere sono decisamente troppe, una overdose di Motorsport a
cui difficilmente si è pronti. Vedere sfrecciare le auto sul
rettilineo illuminato ed imboccare la via verso il ponte Dunlop per
poi perdersi nel buio del circuito verso Mulsanne riporta alla mente
gli sgranati video delle prime edizioni di questa leggendaria corsa.
Anche questa volta Le Mans emoziona come la prima volta e chissà quante sorprese avremo in questo fine settimana, infatti già il giorno successivo, venerdì arriva al Camp Marco Bonanomi e Felipe Albuquerque ed ovviamente foto ed autografi sono d'obbligo, anche se il tempo è decisamente tiranno e ci possono dedicare solo pochi minuti, peccato.
Anche questa volta Le Mans emoziona come la prima volta e chissà quante sorprese avremo in questo fine settimana, infatti già il giorno successivo, venerdì arriva al Camp Marco Bonanomi e Felipe Albuquerque ed ovviamente foto ed autografi sono d'obbligo, anche se il tempo è decisamente tiranno e ci possono dedicare solo pochi minuti, peccato.
Ma se si ha il tempo per chiacchierare le occasioni
all'Audi Camp non mancano certamente infatti di fronte ad un piatto
di pasta ed ad un buon bicchiere di vino rosso si possono sentire
racconti interessantissimi direttamente da coloro che gli hanno
vissuti, come meccanici del DTM o dello stesso progetto R18 come
Gabriele, Buzi ed altri colleghi.
La nostra familiarità col
Camp ci porta a ricevere venerdì sera la visita alla nostra
"hospitality" di Rupert Stadler, amministratore delegato di
Audi AG, per capirci il Marchionne dei quattro anelli, che su
segnalazione di Rudy e Max, gli organizzatori del Camp passa a
salutarci e chiacchiera con noi del Lago di Garda, della regione da
dove veniamo ed apprezza molto la nostra passione, il nostro spirito
di coinvolgimento e l'innata capacità di farci tutti amici.
Rupert Stadler CEO Audi AG ci fa visita all' Audi Camp
Insomma come ogni anno terminata la festa del venerdì sera ci sono tutte le premesse perché sia un altro fine settimana memorabile, resta solo da aspettare le ore 15 di sabato, correre per 24 ore e vincere la gara.
Arrivano le 14 di sabato, con agitazione prendiamo posto in tribuna, posizione perfetta, si vede la fine del rettilineo davanti ai box, si vede l'imbocco verso il ponte Dunlop ed abbiamo a disposizione un comodo megaschermo che ci permette di seguire la gara lungo tutto il circuito.
La gara inizia subito in
un modo ben diverso dagli anni precedenti, la velocità maggiore in
rettilineo di Toyota e Porsche contro la più performante percorrenza
in curva dell'Audi R18 e-tron quattro rendono i valori in campo molto
simili nella parte iniziale della gara, fino a quando si abbattono
due potenti temporali, durante il primo dei quali lo sfortunato Marco
Bonanomi che stava conducendo un'ottima gara è vittima prima di un
urto da parte della Toyota di Nicolas Lapierre e successivamente di
uno ben peggiore da parte della Ferrari 458 di Sam Bird che
costringono la vettura numero 3 al ritiro e fanno cadere la tribuna
in una silenzio surreale.
A quel punto terminato anche il secondo potente scroscio di pioggia, inizia la fase ciclistica della gara, decidiamo di iniziare a fare il giro del circuito, apprezzare la velocità delle LMP1 alla Virage Porsche, guardare i tentativi di sorpasso al termine del rettilineo Indianapolis o ammirare le auto veramente da vicino all'Arnage, per poi concludere il tutto arrivando con il sole appena tramontato nel posto forse più leggendario del circuito, la curva Mulsanne al termine dell'Hunadières, la "strada" di sei chilometri e mezzo che prima dell'aggiunta delle due chicane vedeva sfrecciare i prototipi ad oltre 400km all'ora.
A quel punto terminato anche il secondo potente scroscio di pioggia, inizia la fase ciclistica della gara, decidiamo di iniziare a fare il giro del circuito, apprezzare la velocità delle LMP1 alla Virage Porsche, guardare i tentativi di sorpasso al termine del rettilineo Indianapolis o ammirare le auto veramente da vicino all'Arnage, per poi concludere il tutto arrivando con il sole appena tramontato nel posto forse più leggendario del circuito, la curva Mulsanne al termine dell'Hunadières, la "strada" di sei chilometri e mezzo che prima dell'aggiunta delle due chicane vedeva sfrecciare i prototipi ad oltre 400km all'ora.
Terminata la visita a Mulsanne i più temerari girano ancora per il circuito dopo una tappa al campeggio per uno spaghetto taumaturgico alle 3 di notte, per riprendere le forze dopo i chilometri di pedalate, altri invece dopo la pausa si gettano direttamente tra le braccia di Morfeo sperando di svegliarsi con notizie migliori rispetto alla classifica provvisoria che vede Audi seconda e terza dopo la Toyota numero 7, all'apparenza inarrestabile.
Il risveglio porta buone notizie, la Toyota in testa, ci si era augurati sportivamente un bel problema meccanico che provvidenzialmente è avvenuto, si è ritirata ed ora gli equipaggi Audi sono primo e terzo, la rottura del turbocompressore della vettura numero 2 le fa perdere la posizione di testa in favore dell'Audi numero 1 che dopo poche ore subirà la stessa sorte e che la farà cadere a sua volta in terza posizione regalando a poco più di tre ore dalla fine la posizione di testa alla Porsche.
Il dramma sembra compiuto, i cugini sono in testa ed il distacco è di 31 secondi rispetto all'Audi numero 2, ma Lotterer inizia ad incalzare la Porsche numero 20 che voci dicono abbia problemi di recupero dell'energia in frenata e che durante il cambio pilota viene sopravanzata dalla vettura di Ingolstadt, finalmente siamo di nuovo in testa ma la paura di altre rotture con la Porsche sempre pronta a riguadagnare la testa non ci fanno stare molto tranquilli, ma ad un certo punto un nuovo colpo di scena, la Porsche 919 hybrid con alla guida Mark Webber procede molto lentamente e si ferma ai box, ormai è fatta, Audi è prima e seconda e non resta che condurle al traguardo!
Inizia a concretizzarsi la vittoria ed i relativi festeggiamenti nei box per il terzo anno consecutivo, in 12 ore siamo passati da "andrebbe bene arrivare anche secondo e terzo dopo Toyota ma davanti a Porsche" ad una doppietta che porta Audi ad aver vinto 13 volte negli ultimi 15 anni la 24 ore di Le Mans.
Arrivano le 15 e le due R18 superstiti passano in parata sul traguardo, la gioia per Lotterer, Treluyer e Fassler è incontenibile, secondi Tom Kristensen, Lucas Di Grassi e Mark Gene che ha sostituito Loic Duval vittima di un incidente mercoledì, nel quale la R18 numero 1 è stata distrutta.
Audi ha vinto per la tredicesima volta nelle ultime quindici edizioni e per la quinta volta di seguito, ora è il momento di festeggiare...i box ci accoglieranno anche questa volta?!
giovedì 19 giugno 2014
Arrivare a Le Mans per la quarta volta, emozionante come la prima
Ed arrivò finalmente
mercoledì 11 giugno...recuperati i biglietti alle 9 e tredici minuti
direttamente dalle mani della postina, con il camper già caricato,
finalmente si può partire.
Ritornare a le Mans dopo
quattro partecipazioni all'Audi Camp ha ormai assunto il sapore di
tornare tra gli amici, amici che anche se si incontrano una volta
all'anno sono rimasti nel cuore, grazie a tutte le emozioni vissute
in quei fatidici finesettimana e per le belle serate trascorse a
chiacchierare o in un ottimo e fluenty english o come il
sottoscritto, in un misto anglo-franco-italo-Veneto.
Quest'anno però c'è anche qualcosa di diverso...si va alla 24 ore con meno certezze di tutti gli anni precedenti e con la sfida aperta ancora l'anno scorso da Porsche, il circuito della Sarthre diventa terra di conquista, gli slogan "Home of quattro" vs "Coming home" sono onnipresenti, la tensione palpabile e le certezze di vincere assenti, Toyota molto convincente nelle gare precedenti e Porsche altrettanto determinata.
Il viaggio scorre veloce in breve tempo arriviamo al confine e ci prefissiamo come meta per la notte la ormai nota Charolles, cittadina "coccola" dove fin dalla prima partecipazione abbiamo fatto tappa...un pò di scaramanzia non fa mai male.
Quest'anno però c'è anche qualcosa di diverso...si va alla 24 ore con meno certezze di tutti gli anni precedenti e con la sfida aperta ancora l'anno scorso da Porsche, il circuito della Sarthre diventa terra di conquista, gli slogan "Home of quattro" vs "Coming home" sono onnipresenti, la tensione palpabile e le certezze di vincere assenti, Toyota molto convincente nelle gare precedenti e Porsche altrettanto determinata.
Il viaggio scorre veloce in breve tempo arriviamo al confine e ci prefissiamo come meta per la notte la ormai nota Charolles, cittadina "coccola" dove fin dalla prima partecipazione abbiamo fatto tappa...un pò di scaramanzia non fa mai male.
Ma prima di dormire bisogna anche cenare e da quanto abbiamo constatato dagli anni precedenti trovare un ristorante, una trattoria o qualsiasi sorta di luogo dove sedersi con le gambe sotto la tavola, in Francia non è poi così semplice, dopo vari tentativi ci fermiamo in una tipica trattoria da camionisti...ultimo baluardo prima di ricadere sull'onnipresente McDonald.
Il locale non è male ma la parte più caratteristica deve ancora venire: la scelta dei piatti.
L'antipasto scorre
tranquillo, ma il secondo riserva sorprese inaspettate, cinque di noi
scelgono una bisteccona e due temerari invece ripiegano su
l'anduillette, descritta come una salsiccia di carne dal cameriere,
che sadicamente dimentica di descrivere gli ingredienti del malsano
ripieno.
Il risultato: una salsiccetta dal gusto amarissimo e gommoso, con un odore "acre" e putrido, che nonostante l'esigua quantità degustata si riproporrà in tutti gli arditi che hanno avuto il temperamento di assaggiarla per buona parte della permanenza in terra francese.
Anche questo è il bello del viaggio, eventi e fatti che accompagneranno per la vita i ricordi della quarta partecipazione alla 24 ore di Le Mans.
Il risultato: una salsiccetta dal gusto amarissimo e gommoso, con un odore "acre" e putrido, che nonostante l'esigua quantità degustata si riproporrà in tutti gli arditi che hanno avuto il temperamento di assaggiarla per buona parte della permanenza in terra francese.
Anche questo è il bello del viaggio, eventi e fatti che accompagneranno per la vita i ricordi della quarta partecipazione alla 24 ore di Le Mans.
L'indomani dopo aver
abbandonato la tenera Charolles ci dirigiamo verso Le Mans, mancano
gli ultimi 500 km, l'area Antares Sud ci aspetta...arriviamo e ci
sentiamo già a casa, la nostra zona è delimitata e subito
riincontriamo i vecchi amici, ormai tutto è pronto per iniziare ad
ammirare le R18 correre sul circuito, ci sono le prove in notturna da
vedere, il finesettimana a Le Mans è decisamente iniziato e noi ci siamo anche questa volta.
A Le Mans le sorprese non mancano mai...ad esempio i fotografi che girano con "prototipi" decisamente particolari, anche questo è la 24 ore.
lunedì 9 giugno 2014
Vivere la 24 ore di Le Mans all' Audi Camp
Mancano meno di 48 ore alla partenza, tutto è pronto, i camper saranno caricati domani con ogni sorta di mercanzia e genere di conforto per accompagnarci per 1250 km nella campagna francese e per trasformarsi nella nostra casa per quei 4 giorni in cui saremo ospiti dell'Audi Camp!
Charolles, da 3 anni la nostra tappa fissa
Ci torniamo per il quarto anno, zona
Antares Sud, un nome che per chi del Club in questi quattro anni c'è
stato evoca quel sentimento di orgoglio che ti fa dire: "Io
c'ero!", una semplice area di sosta, un parcheggio per 50
settimane all'anno ma che grazie ad Audi ed ai suoi ragazzi si
trasforma in un'area di campeggio ideale per seguire un evento come
la 24 ore di Le Mans e dove si respira da vicino anzi vicinissimo
cosa significhi far parte della famiglia Audi.
Birra tedesca, formaggio e salame Veneti, il miglior modo per iniziare a socializzare
L'atmosfera è tranquilla, i pini
marittimi ed il clima fresco sono ideali per godersi l'atmosfera e le
fresche Weizen spinate rigorosamente per caduta, le visite ai
paddock, le prove ed il "gummy-gummy" sono inframezzati da
lunghe chiacchierate con gli altri ospiti del Camp, ci si può
trovare di fronte a fornitori di pezzi particolarissimi, a meccanici
che hanno partecipato allo sviluppo della R8 quando Audi si è
affacciata alla 24 ore, ad ingegneri dei dipartimenti più svariati,
tutti accomunati dalla passione per i quattro anelli e desiderosi di
scambiarsi pareri, idee ed aneddoti, che il più delle volte, per noi
appassionati, appaiono racconti leggendari.
La famosa porchetta del venerdì sera
La settimana a Le Mans è anche questo
non solo auto sempre più sofisticate e 24 ore di gara, dove ogni
secondo è preziosissimo ma tutto il circo che circonda la gara di
durata più famosa al mondo, oltre 250'000 persone che arrivano da
ogni parte del mondo per vivere una festa che inizia già 3 giorni
prima della partenza con i campeggi che si riempiono, barbecue in
ogni luogo, qualsiasi mezzo motorizzato che viene fermato e costretto
a sgommare o almeno sgasare, opzione riservata alle corriere, pena
una bella doccia a suon di gavettoni!
Gummy...gummy!!!
Come lessi tanti anni fa in un
resoconto su una rivista, e casualmente l'autore c'era andato proprio
su un' Audi RS4, un vero e proprio caso visto che all'epoca non avrei
mai pensato di vederla dal vivo, guardare la 24 ore non è assistere
alla gara ma vivere tutto ciò che accade durante, sembra un concetto
stupido, ma solo chi c'è stato lo puoi cogliere pienamente.
sabato 7 giugno 2014
Audi Sport Club - Italia e la sua nuova avventura

Manca una settimana alla 82esima edizione della 24 heures du Mans e pochi giorni alla partenza per il quarto anno consecutivo di un piccolo ma agguerrito gruppetto di soci per la cittadina francese.
Ogni anno riceviamo numerose domande su
questa bellissima esperienza e così per cercare di esaudire "la
fame di notizie" e per rendere ancora più partecipi i soci e
gli appassionati che seguono le iniziative del nostro Club sul forum
e sui vari Social Network abbiamo deciso di buttarci in questa nuova
iniziativa, aprire un blog, unendo la passione che dal lontano 2007
ci anima e la preparazione che in questi anni abbiamo mostrato.
Cosa dire ancora...speriamo di rendervi
felici con questa novità e tanto per rispolverarvi la memoria allego
qualche foto delle scorse fantastiche edizioni!!!
Le prove del giovedì sera dopo il ponte Dunlop.
Le Mans. Home of quattro
L'assalto dei giornalisti dopo la pole position ottenuta da Loic Duval con l' Audi R18 e-tron quattro
Le protagoniste si riposano
La pit-lane del venerdì mattina...le foto della gara sono superflue perchè immaginiamo le conosciate a memoria.
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