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venerdì 27 giugno 2014

24 ore di Le Mans 2014 - Ultimo atto


Pensavate che i racconti sulla "gita a Le Mans" fossero finiti?

Non penso proprio, i più attenti di voi si saranno sicuramente accorti che i momenti in cui siamo stati più vicini ai campioni sono stati volutamente omessi, ebbene sì, tutti per noi sono dei campioni, perchè già il solo arrivare a correre la 24 ore è un'impresa che merita rispetto ed ammirazione. Non abbiamo detto nulla riguardo la parata dei piloti del venerdì che è stata appena accennata e soprattutto non si è detto proprio nulla del dopo vittoria, infatti per chi fosse stato distratto, Audi, nonostante non apparisse certamente la scuderia più convincente è riuscita a cogliere la tredicesima vittoria nella 24 ore, la quinta di seguito!

Tornando a venerdì dopo una mattinata che ci ha permesso di riposarci delle fatiche del viaggio siamo salpati, in un caldo stupefacente rispetto agli anni precedenti, alla volta di Le Mans con il trenino che ci ha sbarcati direttamente in Place de la Republique, punto chiave della parata.
 
Finalmente abbiamo potuto dopo anni fare una piccola visita della città, attraversare la piccola Place Saint Nicolas al centro della quale si trova il monumento al circuito della Sarthre e dove si possono vedere e toccare con mano le famose impronte che ricordano le vittorie dei piloti alla 24 ore, figure come Henry Pescarolo, vincitore 4 volte tra gli anni '70 ed '80 o Derek Bell e Jacky Icks e tanti piloti della casa con i quattro anelli, tra cui gli italiani, Dindo Capello ed Emanuele Pirro.







Alle 15 abbiamo preso posto ed iniziato l'attesa...interminabile, cucinati dal sole, senza scelta, o attendere o allontanarsi perdendo il posto in prima fila, finalmente alle 18 lo spettacolo è iniziato, con il passaggio di varie bande musicali inframezzate dalle auto di vari club, il tutto condito con qualche vera e propria supercar come la Bugatti Veyron o LaFerrari.




Finalmente è giunta la volta dei piloti, che su auto d'epoca si sono fatti accompagnare lungo il percorso tra due ali di folla plaudente, lanciando gadgets di ogni tipo, dalle collane di perle di plastica, inspiegabilmente bramate dalla folla, alle penne, passando per le caramelle della Porsche per poi arrivare alle tshirts di Audi, certamente l'oggetto più agognato.





Terminato il passaggio dei piloti a noi più cari, ovviamente quelli di casa Audi, stremati dalle numerose ore in piedi e sotto il sole, abbiamo fatto ritorno al campo base, pensierosi su come sarebbe andata la gara l'indomani e non così certi di poterci ritrovare ai box a festeggiare con il team la loro vittoria.

Invece, alle ore 14 e trenta, come da tradizione, quando ormai la situazione era congelata ed Audi si stava avvicinando alla sua tredicesima vittoria abbiamo iniziato l'avvicinamento al box, inizialmente con il classico ritrovo al monumento Audi, vicino al parco chiuso, poi visto che come era stato detto, ma noi non ci fidiamo mai, non ci sarebbero stati pass, abbiamo iniziato una manovra a tenaglia estremamente difficoltosa, passando dietro alla tribuna principale, entrando dal cancello paddock, trovandoci quindi sotto al podio e risalendo la corrente umana come dei salmoni verso i box Audi ed arrivando così davanti alla meritata fettuccia che separa gli appassionati che guardano con curiosità da coloro che fanno parte della "famiglia".

Poteva essere tutto finito così semplicemente? Certo che no, infatti dopo essere stati bloccati a pochi centimetri dalla meta da quei 5 centimetri tesi di fronte a noi e soprattutto da un addetto di dimensioni generose ci siamo serviti dei nostri "contatti" per superare il sottile confine!

Ah...finalmente eravamo ai box, anzi di nuovo ai box, subito abbiamo incontrato Buzi, che quest'anno faceva parte del team, poi tutti gli altri piloti, un overdose di Motorsport e di gioia vissuta nella pancia di Audi Sport.


 



Tra i primi ci siamo trovati davanti lo sfortunato Marco Bonanomi, tamponato il giorno precedente e costretto al ritiro dopo poche ore di gara mentre stava andando veramente forte, un vero peccato. Abbiamo chiacchierato con lui della gara dimostrandogli tutta la nostra stima, anche se sul suo volto come pure su quello di Oliver Jarvis e Felipe Albuquerque era chiara l'amarezza del momento.



Dopo pochi minuti ci siamo trovati davanti Benoit Treluyer sorridente e disponibile come sempre, vincitore quest'anno con Andre Lotterer e Marcel Fassler anche loro incontenibili nella loro gioia e mescolati agli altri campioni come Tom Kristensen, Lucas Di Grassi e Mark Gene, l'equipaggio giunto secondo con la R18 etron quattro numero 1.

Da non sottovalutare assolutamente la presenza delle "vecchie glorie" della 24 ore, personaggi come Emanuele Pirro ed Alan Mc Nish che nonostante non corrano più in prima persona la 24 ore hanno uno scopo ben preciso e da non sottovalutare, dispensare consigli preziosi ed aiutare così ad interpretarla al meglio. 
Tra di loro c'è anche il nostro Socio Onorario Dindo Capello con il quale ci tratteniamo a lungo a chiacchierare, ascoltando con attenzione aneddoti e verità che solamente chi fa parte dell'ambiente conosce e sa cogliere.




Nell'atmosfera carica di gioia tra una birra e l'altra ci mescoliamo a meccanici, ingegneri ed al resto del team, rubando fotografie ed autografi che non capiterà altre volte di poter ottenere, resterà certamente nella memoria l'incontro con il Dr. Ullrich, direttore di Audi Sport, il reparto sportivo di Audi AG. che appare veramente soddisfatto del risultato.









Subito tra un'intervista e l'altra riusciamo a circondarlo e così inizia la carrellata di fotografie ed autografi che culmina con la consegna di un piccolo omaggio da parte del Club, chissà se un giorno verrà avvistato con la nostra polo!!!











Le emozioni non sono finite e le sorprese continuano, infatti manca l'arrivo dell' anonima cassa di legno, una semplice cassa alta ben più di un metro all'interno della quale c'è lei, la coppa per cui si sono sfidati per 24 ore ben 55 equipaggi. Il suo aspetto è maestoso e leggendario, il tempo di riprendersi e la fila per farsi fotografare al suo fianco è subito lunghissima!
















Poi con calma iniziamo a fare ritorno al Camp, abbandoniamo l'area più festosa del paddock e torniamo verso i nostri camper tra meccanici di squadre che non hanno nulla da festeggiare e che iniziano a riporre il materiale nei camion abbandonando i pezzi inutilizzabili, addetti che smontano gli stands che fino a poche ore prima erano affollati di persone in cerca di gadgets, magliette e modellini, la 24 ore è finita da poche ore e già la magia per i più è svanita, anche noi tra pochi minuti saremo impegnati a smontare il nostro accampamento, l'indomani avremo 1250km da fare e la strada è lunga fino a casa, ma gli aneddoti, le battute ed i ricordi ci faranno compagnia per tutto il viaggio!

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