Auto e Moto d'Epoca 2017

sabato 21 giugno 2014

La nostra 24 ore a Le Mans

E' giovedì sera, chi di noi non era mai stato a Le Mans resta letteralmente imbambolato, le cose da vedere sono decisamente troppe, una overdose di Motorsport a cui difficilmente si è pronti. Vedere sfrecciare le auto sul rettilineo illuminato ed imboccare la via verso il ponte Dunlop per poi perdersi nel buio del circuito verso Mulsanne riporta alla mente gli sgranati video delle prime edizioni di questa leggendaria corsa. 

Anche questa volta Le Mans emoziona come la prima volta e chissà quante sorprese avremo in questo fine settimana, infatti già il giorno successivo, venerdì arriva al Camp Marco Bonanomi e Felipe Albuquerque ed ovviamente foto ed autografi sono d'obbligo, anche se il tempo è decisamente tiranno e ci possono dedicare solo pochi minuti, peccato.


Ma se si ha il tempo per chiacchierare le occasioni all'Audi Camp non mancano certamente infatti di fronte ad un piatto di pasta ed ad un buon bicchiere di vino rosso si possono sentire racconti interessantissimi direttamente da coloro che gli hanno vissuti, come meccanici del DTM o dello stesso progetto R18 come Gabriele, Buzi ed altri colleghi.

La nostra familiarità col Camp ci porta a ricevere venerdì sera la visita alla nostra "hospitality" di Rupert Stadler, amministratore delegato di Audi AG, per capirci il Marchionne dei quattro anelli, che su segnalazione di Rudy e Max, gli organizzatori del Camp passa a salutarci e chiacchiera con noi del Lago di Garda, della regione da dove veniamo ed apprezza molto la nostra passione, il nostro spirito di coinvolgimento e l'innata capacità di farci tutti amici.



 Rupert Stadler CEO Audi AG ci fa visita all' Audi Camp

Insomma come ogni anno terminata la festa del venerdì sera ci sono tutte le premesse perché sia un altro fine settimana memorabile, resta solo da aspettare le ore 15 di sabato, correre per 24 ore e vincere la gara.

Arrivano le 14 di sabato, con agitazione prendiamo posto in tribuna, posizione perfetta, si vede la fine del rettilineo davanti ai box, si vede l'imbocco verso il ponte Dunlop ed abbiamo a disposizione un comodo megaschermo che ci permette di seguire la gara lungo tutto il circuito.
La gara inizia subito in un modo ben diverso dagli anni precedenti, la velocità maggiore in rettilineo di Toyota e Porsche contro la più performante percorrenza in curva dell'Audi R18 e-tron quattro rendono i valori in campo molto simili nella parte iniziale della gara, fino a quando si abbattono due potenti temporali, durante il primo dei quali lo sfortunato Marco Bonanomi che stava conducendo un'ottima gara è vittima prima di un urto da parte della Toyota di Nicolas Lapierre e successivamente di uno ben peggiore da parte della Ferrari 458 di Sam Bird che costringono la vettura numero 3 al ritiro e fanno cadere la tribuna in una silenzio surreale.

A quel punto terminato anche il secondo potente scroscio di pioggia, inizia la fase ciclistica della gara, decidiamo di iniziare a fare il giro del circuito, apprezzare la velocità delle LMP1 alla Virage Porsche, guardare i tentativi di sorpasso al termine del rettilineo Indianapolis o ammirare le auto veramente da vicino all'Arnage, per poi concludere il tutto arrivando con il sole appena tramontato nel posto forse più leggendario del circuito, la curva Mulsanne al termine dell'Hunadières, la "strada" di sei chilometri e mezzo che prima dell'aggiunta delle due chicane vedeva sfrecciare i prototipi ad oltre 400km all'ora.



Terminata la visita a Mulsanne i più temerari girano ancora per il circuito dopo una tappa al campeggio per uno spaghetto taumaturgico alle 3 di notte, per riprendere le forze dopo i chilometri di pedalate, altri invece dopo la pausa si gettano direttamente tra le braccia di Morfeo sperando di svegliarsi con notizie migliori rispetto alla classifica provvisoria che vede Audi seconda e terza dopo la Toyota numero 7, all'apparenza inarrestabile.

Il risveglio porta buone notizie, la Toyota in testa, ci si era augurati sportivamente un bel problema meccanico che provvidenzialmente è avvenuto, si è ritirata ed ora gli equipaggi Audi sono primo e terzo, la rottura del turbocompressore della vettura numero 2 le fa perdere la posizione di testa in favore dell'Audi numero 1 che dopo poche ore subirà la stessa sorte e che la farà cadere a sua volta in terza posizione regalando a poco più di tre ore dalla fine la posizione di testa alla Porsche.

Il dramma sembra compiuto, i cugini sono in testa ed il distacco è di 31 secondi rispetto all'Audi numero 2, ma Lotterer inizia ad incalzare la Porsche numero 20 che voci dicono abbia problemi di recupero dell'energia in frenata e che durante il cambio pilota viene sopravanzata dalla vettura di Ingolstadt, finalmente siamo di nuovo in testa ma la paura di altre rotture con la Porsche sempre pronta a riguadagnare la testa non ci fanno stare molto tranquilli, ma ad un certo punto un nuovo colpo di scena, la Porsche 919 hybrid con alla guida Mark Webber procede molto lentamente e si ferma ai box, ormai è fatta, Audi è prima e seconda e non resta che condurle al traguardo!

Inizia a concretizzarsi la vittoria ed i relativi festeggiamenti nei box per il terzo anno consecutivo, in 12 ore siamo passati da "andrebbe bene arrivare anche secondo e terzo dopo Toyota ma davanti a Porsche" ad una doppietta che porta Audi ad aver vinto 13 volte negli ultimi 15 anni la 24 ore di Le Mans.

Arrivano le 15 e le due R18 superstiti passano in parata sul traguardo, la gioia per Lotterer, Treluyer e Fassler è incontenibile, secondi Tom Kristensen, Lucas Di Grassi e Mark Gene che ha sostituito Loic Duval vittima di un incidente mercoledì, nel quale la R18 numero 1 è stata distrutta.

Audi ha vinto per la tredicesima volta nelle ultime quindici edizioni e per la quinta volta di seguito, ora è il momento di festeggiare...i box ci accoglieranno anche questa volta?!

Nessun commento:

Posta un commento