Auto e Moto d'Epoca 2017

giovedì 19 giugno 2014

Arrivare a Le Mans per la quarta volta, emozionante come la prima

Ed arrivò finalmente mercoledì 11 giugno...recuperati i biglietti alle 9 e tredici minuti direttamente dalle mani della postina, con il camper già caricato, finalmente si può partire.
Ritornare a le Mans dopo quattro partecipazioni all'Audi Camp ha ormai assunto il sapore di tornare tra gli amici, amici che anche se si incontrano una volta all'anno sono rimasti nel cuore, grazie a tutte le emozioni vissute in quei fatidici finesettimana e per le belle serate trascorse a chiacchierare o in un ottimo e fluenty english o come il sottoscritto, in un misto anglo-franco-italo-Veneto.







Quest'anno però c'è anche qualcosa di diverso...si va alla 24 ore con meno certezze di tutti gli anni precedenti e con la sfida aperta ancora l'anno scorso da Porsche, il circuito della Sarthre diventa terra di conquista, gli slogan "Home of quattro" vs "Coming home" sono onnipresenti, la tensione palpabile e le certezze di vincere assenti, Toyota molto convincente nelle gare precedenti e Porsche altrettanto determinata.

Il viaggio scorre veloce in breve tempo arriviamo al confine e ci prefissiamo come meta per la notte la ormai nota Charolles, cittadina "coccola" dove fin dalla prima partecipazione abbiamo fatto tappa...un pò di scaramanzia non fa mai male.


Ma prima di dormire bisogna anche cenare e da quanto abbiamo constatato dagli anni precedenti trovare un ristorante, una trattoria o qualsiasi sorta di luogo dove sedersi con le gambe sotto la tavola, in Francia non è poi così semplice, dopo vari tentativi ci fermiamo in una tipica trattoria da camionisti...ultimo baluardo prima di ricadere sull'onnipresente McDonald.

Il locale non è male ma la parte più caratteristica deve ancora venire: la scelta dei piatti.
L'antipasto scorre tranquillo, ma il secondo riserva sorprese inaspettate, cinque di noi scelgono una bisteccona e due temerari invece ripiegano su l'anduillette, descritta come una salsiccia di carne dal cameriere, che sadicamente dimentica di descrivere gli ingredienti del malsano ripieno.
Il risultato: una salsiccetta dal gusto amarissimo e gommoso, con un odore "acre" e putrido, che nonostante l'esigua quantità degustata si riproporrà in tutti gli arditi che hanno avuto il temperamento di assaggiarla per buona parte della permanenza in terra francese.
Anche questo è il bello del viaggio, eventi e fatti che accompagneranno per la vita i ricordi della quarta partecipazione alla 24 ore di Le Mans.
L'indomani dopo aver abbandonato la tenera Charolles ci dirigiamo verso Le Mans, mancano gli ultimi 500 km, l'area Antares Sud ci aspetta...arriviamo e ci sentiamo già a casa, la nostra zona è delimitata e subito riincontriamo i vecchi amici, ormai tutto è pronto per iniziare ad ammirare le R18 correre sul circuito, ci sono le prove in notturna da vedere, il finesettimana a Le Mans è decisamente iniziato e noi ci siamo anche questa volta.






A Le Mans le sorprese non mancano mai...ad esempio i fotografi che girano con "prototipi" decisamente particolari, anche questo è la 24 ore.

Nessun commento:

Posta un commento