Auto e Moto d'Epoca 2017

domenica 11 ottobre 2015

Mancano solo 10 giorni ad Auto e Moto d'Epoca 2015, ecco svelate alcune protagoniste

Mancano solo 10 giorni alla settima partecipazione dell' Audi Sport Club - Italia alla fiera Auto e Moto d'Epoca di Padova che si svolgerà da giovedì 22 a domenica 25 e che si preannuncia come ogni anno un punto d'incontro per gli appassionati delle auto e moto storiche provenienti da tutto il mondo.

Quest'anno come già annunciato lo stand sarà dedicato ad una unione, cioè al legame che Emilio Radaelli e la moglie Roberta Gremignani stanno portando avanti con la casa di Ingolstadt dal lontano 1983 con la nascita dapprima dell' Audi Sport Europa Team e successivamente con la conversioni in Audi Sport Italia.

Le vetture che verranno presentate saranno i simboli della carriera trentennale della scuderia di Nibbiola ed avranno a fianco anche i protagonisti che le hanno condotte rendendole leggendarie, nomi non vogliamo farne ma possiamo anticiparvi che ognuna avrà vicino...un pilota adatto.

Audi 80 quattro Gruppo A

Presentata nel dicembre del 1982, era il modello che puntava a rendere accessibile al più vasto pubblico il concetto-quattro, peraltro rivelando subito un interessante e quasi inatteso potenziale sportivo. Al rally di Svezia valido per il mondiale FIA 1983 il team ufficiale iscriveva la 80 quattro oggi facente parte della collezione di Emilio Radaelli e sulla neve uno straordinario Stig Blomqvist giungeva secondo assoluto a soli 47" dalla Quattro A1 di Hannu Mikkola. A inizio '85 Radaelli ottenne da Ingolstadt la vettura (che era stata lasciata a lungo silenziosa in un parcheggio dopo il successo di classe al Montecarlo 1984 con Bernard Darniche) per affiancare all'attività nell'Europeo con la quattro un impegno nazionale: ne nacque la sfida per la corona Gruppo A forse più combattuta della storia del tricolore rally tra Audi Sport Europa Team e la squadra di riferimento Fiat: il Jolly Club, alla fine vinta dal romagnolo Bruno Bentivogli con la trazione integrale. La vettura usciva di scena a testa alta nel 1986 dapprima con la vittoria assoluta di Bentivogli al rally di Sassari, poi accompagnando all'esordio con la marca tedesca Paola De Martini e col sammarinese Gigi Canini vincitore in casa del 4° Rally dei Castelli.
(fonte: Audi Sport Italia)


Audi quattro Gruppo B

Non si può parlare di rally in casa Audi senza parlare dell'Audi quattro e lo stesso vale per l'allora neonato Audi Sport Europa Team che affidandosi dal 1984 dapprima a Michele Cinotto, che già aveva incantato i tifosi nel 1981 ed 82 e successivamente ad Harald Demuth si affermò in numerose gare in Italia ed Europa.
L'epopea di questa Audi quattro durò fino al 1987 con alcune apparizioni con al volante l'allora promessa Paola De Martini. 
foto gentilmente concessa da: Photo4


Audi 90 quattro Gruppo A

La quattro porte tedesca fin dagli esordi agonistici avvenuti nel 1988 si annunciava come una vettura che avrebbe puntato su affidabilità e robustezza, doti che le permisero all'esordio nel Campionato del Mondo al Rallye di Sanremo di concludere nei Top10 affidata a Paola De Martini. La veloce pilotessa elbana ripeté l'exploit l'anno dopo al Montecarlo e in Corsica.
Nel frattempo le esperienze lontane dall'Italia avevano reso il team conscio delle possibilità della 90 quattro in gare massacranti e dove il dinamismo dello staff fosse determinante. Dopo "assaggi" positivi ai rally del Bandama e dello Zimbabwe nel 1989 fu approntato un programma completo nel Campionato Africano FIA 1991, con piloti locali come Abe Smit e Patrice Servant affiancati dall'italiano Aldo Riva, che esordì al Safari dello Zaire venendo subito contagiato dal fascino di quel tipo di competizioni. A fine della stagione Riva si imponeva nel Rally del Burundi. Un successo che bissato la stagione successiva, insieme alle vittorie in Zimbabwe e Zambia, diede al romagnolo il titolo, cui l'anno dopo seguirono i primi posti nelle graduatorie Marche e Copiloti. La 90 Quattro della collezione di Radaelli è ancora nell'allestimento previsto per le gare africane.
(fonte: Audi Sport Italia)
 

Audi 80 competition


Il 1993 è una stagione particolare nella storia delle competizioni per Audi: avrebbe dovuto essere l'anno della grande sfida DTM contro Alfa Romeo e Mercedes, ma dissidi con la federazione e gli organizzatori avevano fatto decidere a metà dell'anno precedente di ritirare le V8 dal più noto campionato tedesco. Il modello 80, destinato a subentrare nel DTM, riceve quindi un'altra destinazione: la categoria D2 riservata ai modelli fino a due litri, poi più celebre con la denominazione di Superturismo.
Audi sceglie una soluzione tecnica insolita e particolare per affrontare la concorrenza: la trazione integrale abbinata ad un motore da 280 cavalli montato longitudinalmente. Nel 1993 schiera Frank Biela e Marc Sourd nel campionato francese, allora all'apice della fortuna ed il tedesco sorprende la concorrenza portandosi a casa il titolo contro una agguerrita opposizione.
Nel 1994 con l'arrivo del modello evoluto 80 Competition non gli riesce però il bis nella neonata ADAC Supertourenwagen Cup, che domina all'inizio ma conclude secondo. Seconda è anche la 80 di Philippe Adams in Belgio, pur vincendo più gare di tutti: sette.

In Italia l' Audi 80 Competition è il modello con cui inizia la presenza ufficiale di Audi Sport Italia sulle piste dello Stivale. Contro le Alfa Romeo 155 favorite dal pronostico pre-campionato, la concretezza ed affidabilità della trazione integrale tedesca e del suo leader Emanuele Pirro si rivelano decisive: il romano vince il titolo piloti alla penultima corsa a Varano. La poca fortuna che caratterizza invece la prima metà di stagione di Dindo Capello lo costringe ad aspettare la finale al Mugello per centrare sulla 80 Competition la prima di tantissime vittorie coi colori Audi. Ai due si affianca in tre occasioni anche Biela, che vince due corse. Ma la 80 Competition ha vita breve in Superturismo: mentre ancora si festeggiano le ultime vittorie sta già affrontando i primi test l'erede A4 quattro.
(fonte Audi Sport Italia)



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